Sud Africa

Sud Africa, il Paese Arcobaleno, ampio, ricco e affascinante, lo abbiamo preparato a tavolino e su internet con sei mesi di anticipo, cercando di visitare i posti più rinomati (e non) dedicandoci alla scelta delle località e dei resort utilizzando le risorse di Trip Advisor, Booking e Hotels mentre per i voli i siti ufficiali della  Emirates, della British e della Sud Africa Airlines. per le auto ci siamo serviti di rentalcars e di economy car rentals


Le Fotografie

Si Parteee 1 Johannesburg 2 Soweto 3 Blyde River Canyon 4 dal Canyon a Ndzuti Safari Camp 5 Ndzuti Safari Camp 26 Ndzuti Safari Camp 37 Ndzuti Safari Camp 48 Bongani Mountain Resort9 Bongani Mountain Resort 210 fm Bongani to St. Lucia11 St.Lucia 212 St Lucia 3 13 St Lucia – Durban – Port Elisabeth14 Port Elizabeth15 Knysna16 Verso De Hoop17 De Hoop Natural Reserve Cape Town 1 e 2


Per le gite e le visite da fare nelle singole località ci siamo serviti di internet e delle guide turistiche cercando di dare priorità e di fare scelte che ci permettessero di ampliare al massimo le nostre possibilità di toccare e vedere il Paese Arcobaleno

Cape Town

il primo giorno di permanenza, visto che il tempo meteo ce lo consente, decidiamo di andare ad esplorare la penisola del Capo di Buona speranza, prendiamo la macchina e ci dirigiamo verso sud, imbocchiamo la superstrada  verso la penisola del capo dove si può attraversare il parco a piedi andando dal Capo di buona speranza a Punta del Capo dove si trova il faro. parcheggiata l’auto decidiamo di raggiungere punta del Capo dal Capo di buona Speranza a piedi con. un percorso non proprio facile ma con scorci mozzafiato

ci fermiamo al ritorno a boulders beach famosa per la sua colonia di pinguini del capo che stazionano tutti intorno a questa spiaggia di sabbia e granito. un tramonto prima di rientrare

Visitiamo la Table Mountain al mattino presto prima che arrivino le nuvole (e Stefano si frantuma una mano scivolando su un lastrone di pietra umido e limaccioso…) poi al porto per provare a visitare Robben Island, famosa prigione di detenzione di Mandela. una visita ad un quartiere storico dove sono state mantenute alcune abitazioni originali dei primi coloni Olandesi.

un giro in città per vedere altri quartieri residenziali prima di prepararci al rientro in Italia.

De Hoop giorni 2 e 3

Due giorni dedicati ad immergerci nella natura più assoluta, breve tragitto in macchina fino al parcheggio di Koppie Allen (stazione del Whale trail) da li zaino in spalla ci siamo diretti verso le dune che costeggiano la baia ed abbiamo camminato per quasi tutta la giornata, fermandoci in posti con una buona visuale del tratto di mare e protetti dal venticello robusto che spirava da nord ovest, per fare le foto alle Balene Franche Australi che stavano allattando i loro piccoli (si fa per dire visto che pesano svariate tonnellate) a poche decine di metri dalla spiaggia.

Abbiamo anche fotografato gli esemplari, che un poco più al largo, si esercitavano nelle loro principali forme comunicative quali il Breaching, il Sailing o il LogTailing. Abbiamo mangiato al sacco ed abbiamo ripreso a caminare e fotografare, gabbiani, cormorani, balene, uccelli e le Cavie del Capo.
Prima del Tramonto siamo rientrati a Koppie Allen per gustarci il sole scendere dietro le dune, abbiamo ripreso l’auto e siamo rientrati nel Cottage circondati dai soliti Bontebok e Eland.
Il giorno successivo abbiamo dedicato un po’ di tempo a percorrere uno dei sentieri che costeggiano il grande lago che una volta sfociava nel mare e che ora è isolato da una striscia di sabbia. Anche in questo caso abbiamo visto tanta fauna e potuto ammirare una flora particolare che in questi luoghi viene chiamata Fynbos ed è simile alla nostra macchia mediterranea. Siamo tornati a Koppie Allen per salutare le Balene franche Australi e prima del tramonto siamo tornati in riva al lago per fotografare gli Aironi che tornano al nido. Un’abbondante cena accompagnata da un ottimo shiraz sudafricano, per dire addio ad un posto unico e indimenticabile come la riserva naturale di De Hoop.

 

verso De Hoop

partenza ad un orario piuttosto mattiniero, la giornata si prospetta lunga e interessante, procediamo verso Mossel Bay per poi dirigerci verso Swellendam da dove dovremo percorrere i 50 chilometri di sterrato che ci separano dalla riserva naturale di De Hoop. Ci fermiamo in un supermercato per fare un poco di spesa, il cottage che abbiamo prenotato ha la cucina, ma non ci sono molti negozi di alimentari nella riserva (anzi nessuno). Percorriamo la strada sterrata considerando che in definitiva è assai meglio delle nostre strade asfaltate. Arriviamo all’ingresso della riserva dove ci fermiamo per pagare il biglietto di ingresso. Riprendiamo il tragitto e la strada si fa un pochino più stretta e in peggiori condizioni ma arriviamo comunque alla reception del resort di De Hoop Collection in un orario discreto. Scarichiamo i bagagli, il cottage è uno di quelli a due camere da letto, la tavola al centro del soggiorno-cucina è elegantemente apparecchiata con tovaglia e tovaglioli rossi, il frigorifero è enorme e noi lo riempiamo delle nostre provviste (comprese alcune bottiglie di ottimo vino Sud Africano) Risaliamo in macchina e ci dirigiamo verso il mare, alla reception ci hanno detto che sono arrivate le balene con i loro piccoli, percorriamo un tratto di strada sterrata piuttosto lungo, costeggiando il Fynbos e delle altissime dune di sabbia osservati da Struzzi, Bontebok, Scimmie, Faraone, Eland, Aironi, Pellicani, Avvoltoi. Scaliamo una enorme duna di sabbia e quando siamo in cima ci si apre lo spettacolo dell’Oceano Indiano leggermente increspato e tra le onde a pochi metri dalla riva i soffi delle Balene Australi, il nostro sogno si è avverato e possiamo tornare al cottage perchè oramai è buio. Domani fonderemo la nostre macchine fotografiche.

Una bella cenetta con spaghetti, carne in padella insalata e dell’ottimo Shiraz

Knysna

Lasciamo Port Elizabeth senza rimorsi, una cittadina che ha perso molto del suo splendore originale, le rimane solo un bellissimo lungomare che però si estende fuori del suo centro abitato. Ci dirigiamo verso Knysna programmando però di passare da due punti spettacolari della Garden Route, il primo è lo Tsitsikamma National Park dove non ci fermiamo ma ci ripromettiamo di venirlo a visitare con più attenzione una prossima volta. Ci fermiamo invece a Plettenberg Bay prima di arrivare a Knysna nel primo pomeriggio dove vorremmo fare una breve escursione sulle sue colline prospicenti il mare da cui si possono osservare le Balene.

Arrivati a Knysna raggiungiamo il tratto di costa che chiude la sua baia, lasciamo la macchina al parcheggio e scendiamo lungo le alte dune di sabbia fino in riva al mare dove troviamo una scogliera bellissima con cui il mare gioca e crea immagini molto suggestive. Raggiungiamo quindi il nostro albergo il South Villa Guest House un vero angolo di casa, lontani da casa, con un’attenzione al particolare veramente di ottimo gusto. Facciamo anche due passi nel centro di Knysna prima che un acquazzone ci convinca a rientrare di corsa e a dichiarare la nostra giornata finita. Domani ci aspetta il trasferimento presso uno dei parchi naturalistici che noi riteniamo essere tra i più belli, il De Hoop Nature Reserve dove speriamo di incontrare le Balene Australi (e non solo).

Port Elizabeth

Secondo giorno in Port Elizabeth dopo una colazione frugale, incompleta (chiesto del bacon e uova che non sono mai arrivate) servita nell’area cucina del brutto Sir Roys, prendiamo la macchina e decidiamo di raggiungere il Faro di Cape Francis un luogo veramente bello, ricco di scogliere dove ci fermiamo a fare uno spuntino insieme a foche e cormorani, il mare è stupendo, facciamo una lunga passeggiata. Rientriamo quindi verso Port Elizabeth dove ci fermiamo a mangiare qualcosa prima di rientrare in albergo. Domani si parte verso la Garden Route un percorso turistico che attraversa una regione con un clima quasi mediterraneo. Si snoda fra l’oceano Indiano e i monti Outeniqua e Tsitsikamma. Ci si muove tra il mare e una vegetazione che unisce il fynbos e la foresta temperata.

Anche le acque dell’oceano sono celebri per la loro vita marina: barriere coralline, delfini e otarie; ma soprattutto, le balene Australi che da luglio a dicembre visitano le numerose baie per partorire o allattare i piccoli.
La nostra prossima sosta sarà a Knysna.

St. Lucia – Durban – Port Elizabeth

Giornata di trasferimento da St. Lucia a Port Elizabeth, lasciamo il bed and breakfast dopo una abbondante colazione, preparata e servita con la solita attenzione e buon gusto. Ci avviamo verso l’aeroporto di Durban e durante il trasferimento ci godiamo la costa. All’aeroporto di Durban lasciamo l’auto e prendiamo il volo South African Airlines per Port Elizabeth. Arrivati prendiamo la nuova auto e ci dirigiamo verso il nostro albergo, leggermente decentrato, una vera delusione rispetto a come ce lo avevano descritto su trip advisor. Scarichiamo le valigie e ce ne scappiamo verso il centro città, anche in questo caso una leggera delusione ci accompagna mentre passiamo per strade e palazzi brutti e cadenti. Ci dirigiamo fuori città verso il mare che dovrebbe essere bello, ed effettivamente la situazione migliora un poco, alberghi grandi e lussuosi, spiagge ampie e di sabbia fine tra dune e percorsi da fare a piedi o in bicicletta. Ci fermiamo in un supermercato per acquistare qualcosa da mangiare e programmiamo cosa fare l’indomani, aspettiamo il tramonto prima di rientrare in albergo.

St. Lucia giorno 2

Questo giorno lo dedichiamo a una visita guidata dei parchi Hluhluwe ed Imfolozi, sveglia alle 04:20, alle 05:00 ci passano a prendere.. Arriva infatti un pick up modificato sopra al cassone posteriore è montata una struttura tubolare con sponda e in plastica e tendone impermeabile, panico perché non fa affatto caldo…
Partiamo, bardati di giacca termica e coperte di pile per fare i 60 kilometri che ci separano dal parco nel bio più assoluto su di un pick up, protetti da un telone di plastica…
Entriamo al parco e cominciamo il giro dall’hluhluwe che però abbandoniamo dopo pochi chilometri per dedicare maggiore attenzione all’Imfolozi. Giriamo lungo strade asfaltate senza intravedere nulla di interessante ( solo alcuni impala) ci fermiamo per la prima colazione in uno spiazzo con tavoli e capanna WC. Riprendiamo il tour, giriamo ancora a lungo prima di vedere qualche Nkudu e facoceri che girano attorno a noi, incontriamo anche delle giraffe e dei bufali, si presentano poi vicino a noi degli elefanti che mangiando mangiando si spostano lungo percorsi a loro famigliari. Sono animali veramente spettacolari. Una sosta in un sito di hiding watching vicino a una larga pozza d’acqua dove in pochi minuti si avvicendano a bere uccelli, facoceri, Nkudu e Nyala. Sosta per il pranzo in un’area sopra il fiume Mfolozi, dove circondati da babbuini il nostro accompagnatore prepara un barbecue e noi ci rifocilliamo con una bella bibita fresca. Riprendiamo a gironzolare per le strade del parco riuscendo ad osservare altri Elefanti, facoceri e giraffe. Rientriamo a St. Lucia nel pomeriggio e decidiamo di fare due passi a piedi per il centro e in un mercatino locale dove compriamo degli oggetti di artigianato locale.

St. Lucia giorno 1

La piccola cittadina di St. Lucia costruita all’estuario del grande lago omonimo, vive di turismo per le sue bellissime spiagge ma soprattutto per essere la base di partenza per visitare i tre parchi naturali che la circondano: l’Isimangaliso ( che comprende il lago) lo Hluhluwe e lo Imfolozi. Che sono due riserve enormi del Kwazulu Natal.
Questa mattina abbiamo programmato un’uscita con il battello lungo il fiume per vedere gli ippopotami e coccodrilli. Alle 9:30 ci vengono a prendere e raggiungiamo in cinque minuti il piccolo porticciolo, dove ci aspetta una piccola imbarcazione. Saliamo in nove e ci sediamo su normali sedie di plastica ancorate al pavimento: speriamo bene!!! Uno skipper allegro ci accompagna nei luoghi dove gli ippopotami praticamente riposano per tutto il giorno in attesa dell’imbrunire quando partono alla ricerca delle svariate tonnellate di erba che servono a nutrirli. Vediamo anche numerosi coccodrilli, un bel serpente arrotolato su di un ramo e diversi uccelli. Stop per un caffè e un dolcetto e poi via verso il porticciolo. Rientrati in albergo, prepariamo velocemente la macchina e partiamo alla volta del parco Isimangaliso, che contiene al suo interno il grande lago St. Lucia. Un lungo giro per le strade e i percorsi (loop) interni del parco fino ad arrivare a Cape Vidal, dune sabbiose enormi, ippopotami a non finire, uccelli e per ultimo una bella serie di pescatori in attesa dell’abbocco lungo le rive dell’oceano indiano.

dal Bongani a St. Lucia

Alle 8:00 partiamo! I primi dieci km sono di strada sterrata, all’interno della zona protetta e incontriamo di tutto: rinoceronte, zebre, scimmie…Proseguiamo per quasi 600 km tra foreste di alberi altissimi e abeti: sembrava di stare in Svizzera!!! Giriamo intorno allo Swaziland passando dalla regione del Mpumalanga al KwaZulu-Natal. Nel tardo pomeriggio siamo a S. Lucia. Questa piccola cittadina l’abbiamo scelta per poter andare a visitare tre parchi interessanti: l’iSimangaliso e lo Hluhluwe-iMfolozi Park. L’albergo, il Serene Estate è bello, moderno, e accogliente, la proprietaria ci fa accomodare per gestire insieme a noi le attività che faremo nei giorni di permanenza che provvederà lei a prenotare. Andiamo a vedere il tramonto sulla spiaggia e ci soffermiamo a osservare la luna piena che è di un rosso incredibile!!! Un grande cartello posto all’ingresso dell’arenile, da noi inizialmente ignorato, avvisa che è pericoloso muoversi a piedi di notte, perché lungo le strade si possono aggirare ippopotami e coccodrilli. Panico assoluto, poi di corsa verso la macchina. Le stradine del piccolo paese sono invase da cartelli che indicano la possibilità di incontrare ippopotami, animali piuttosto pericolosi, infatti in Sud Africa sono la prima causa di morte.

Bongani giorno 2

Sveglia prima dell’alba, per consumare un caffè con dolcetto prima di partire per il safari mattutino. Saliamo sulla jeep guidata dal nostro Simeon e alle 06:20 partiamo per le consuete tre ore di safari. Giriamo per il lungo e il largo ma non vediamo granché, nyala o nkudu sono i nostri soggetti fotografici ricorrenti, alcuni sono anche molto belli, ma non vediamo predatori di nessun genere. Risaliamo lentamente verso il resort ma ad un certo punto il nostro autista lascia la strada e si inerpica per un sentieri no che sbuca su un’ampia radura dove scopriamo con stupore che hanno predisposto i tavoli e tutta la struttura necessaria per fare il breakfast principale. Ci accoglie un cameriere con una enorme ciotola di acqua calda, sapone ed asciugamano per farci lavare le mani. Ci sono i tavoli con la frutta, i cereali, c’è un banco che fa solamente il pane abbrustolito mentre un altro é dedicato alle uova e al bacon preparate espresse. Ci sediamo insieme ad altri ospiti per consumare la colazione di fronte ad uno spettacolo naturale impressionante.
Dopo un’abbondante colazione, risaliamo sulla Range Rover e torniamo verso il resort a riposarci, aspettando il pranzo e il secondo safari intorno alle 15:30. Elisa decide di non riposarsi e va a zonzo tra le stradine interne, incontrando: impala, scimmie…che circolano tranquillamente tra i bungalow. Siamo circondati da uomini del servizio di vigilanza che, devo dire con molta discrezione, controllano il territorio circostante, per evitare che coloro che alloggiano nel resort possano trovarsi di fronte qualche animale pericoloso, visto che non esiste recinzione. Pranzo abbondante e…via, si riparte!!! Questa volta l’incontro più affascinante è stato con i rinoceronti neri! Ci siamo arrivati quando era già notte, grazie all’intuito di Simeon che li ha sentiti da una certa distanza. Che emozione vederli così da vicino nel loro habitat!!! Si torna nel nostro “appartamentino” ed è quasi ora di cena.

 

Bongani Mountain Resort

Ci incamminiamo presto dal bellissimo Ndzuti per raggiungere la nostra prossima meta, il Bongani Mountain Resort. Dopo circa tre ore abbondanti di cammino arriviamo in un paesino, piccolo e povero e il TomTom ci dice ad un certo punto che dobbiamo girare a destra… Ma dove dovremmo girare non c’è quasi nulla se non una piccola e stretta striscia di sabbia che si inoltra su per un pendio. Decidiamo di investigare meglio ma sembra che ancora una volta TomTom abbia ragione… Saliamo lungo una strada che definire sterrata sarebbe come dare un 5 stelle Michelin alla pizzeria/kebab sotto casa. Dopo pochi Km troviamo un cancello in ferro abbattuto di lato e da un gabbiotto esce un losco figuro che ci chiede lumi su dove stiamo andando. Dopo aver confabulato per un po’ alla radio ci indica una stradina e ci dice che dopo circa 7 – 8 km arriveremo al Resort. Ci inerpichiamo tra dossi, sassi, curve, salite e discese che sembrano non finire, solo quando TomTom dice che mancano 500 metri cominciamo a intravedere qualcosa della struttura, tetti di paglia e strutture portanti in legno, il resort è così ben integrato nella natura che lo si vede solo quando si cammina lungo i vialetti che uniscono i singoli chalet.
Dopo un welcome tranquillo e riservato ci accompagnano nel nostro bungalow con letto a tre piazze ( ideale per dormirci con il nipotino in mezzo…) doccia interna ed esterna e vasca a fianco del letto. Andiamo a mangiare perché alle tre del pomeriggio partirà il nostro primo safari. Ci rilassiamo un pochino e poi giù al parcheggio dove ci aspetta una Toyota con 9 posti belli alti e il nostro accompagnatore, guida, autista e cicerone Simeon, una vera forza della natura scopriremo in seguito.
Partiamo percorrendo i sentieri sconnessi che si estendono nell’enorme parco che circonda il resort. Tre ore di assoluto sballottamento alla ricerca degli animali che si conclude con Simeon che lascia la strada (si fa per dire) ed imbocca un campo dove abbattendo cespugli e alberelli ci porta ad incontrare una mandria di elefanti che mangiando mangiando si stavano spostando lungo un canalone.
Rientriamo per farci una doccia e per la cena e scopriamo che dopo il tramonto è vietato muoversi da soli all’interno del resort perché non è protetto da alcun recinto protettivo e conseguentemente gli animali gironzolano indisturbati. Pertanto chiamiamo la reception per farci venire a prendere ed andare a cena.

il bongani mountain lodge

Ndzuti giorno 4

Sono quasi le 7:00 quando veniamo svegliati da Justin, colazione soft e dopo mezz’ora si parte per il safari. Fa un gran freddo, ma c’è un cielo terso che permette di vedere le montagne ad est.
Questa mattina gli animali non si vogliono far vedere! Justin cerca di seguire le tracce lasciate dai leoni, ma giriamo per un’ora inutilmente! Ci fermiamo accanto al laghetto in cui tre ippopotami sonnecchiano immersi nell’acqua e tanti impala si stanno abbeverando. Arrivano anche dei facoceri.
Dopo aver bevuto un caffè e mangiato una fetta di torta, si torna al campo per fare colazione. Questa mattina la cuoca sta preparando delle braciole e funghi alla brace, da aggiungere alle uova, ai fagioli, alla frutta ecc. ecc..
Noi ci accontentiamo di un assaggino, ma la famiglia di Cape Town che si trova con noi mangia abbondantemente di tutto. Se penso che fra tre ore si pranza…
Pomeriggio poco interessante con il safari di routine guidato da Bruce alla ricerca di animali che non si vogliono far vedere.
Riusciamo a incrociare un lontano rinoceronte. Rientriamo verso il campo accompagnati da Bruce e da Judy, Mama Seena la cuoca tuttofare ha preparato la cena che consumiamo intorno al fuoco scoppiettante chiacchierando con la coppia di Cape Town. Il freddo pungente vince sulla voglia di stare fuori a parlare, rientriamo quindi per un ultimo caffè prima di andare a letto. Domani si parte per il sud verso Nelspruit da dove raggiungeremo la nostra prossima meta, il Bongani mountain lodge.

NDZUTI giorno 3

Altro safari mattiniero con i ragazzi  (figlia e fidanzato dei gestori del campo)
Hanno deciso di cambiare percorso per cercare di incontrare gli elefanti.
Ci imbattiamo quasi subito in un gufo bellissimo, immobile su un ramo, lo fotografiamo e lentamente ripartiamo. Un gruppo di impala attraversa la strada velocemente e si ferma dall’altro lato ad osservarci. Intravediamo un paio di giraffe intente a mangiare, poi raggiungiamo un laghetto dove sono immersi tre ippopotami. Alcune centinaia di metri dopo ecco uno gnu solitario che si ferma, si gira e rimane lì pochi istanti, il tempo per farsi fotografare. Stop per prendere un caffè e mangiare un dolcetto preparato da una bravissima cuoca di colore. Riprendiamo il cammino, ma di elefanti neppure l’ombra, solo qualche loro escremento. Una miriade di bufali sale lungo una collina e ci fermiamo un bel po’ per farli passare. Sono quasi le 10:00, si è fatto tardi e dobbiamo rientrare per la colazione, ma anche perchè la famiglia olandese che condivide con noi la stessa struttura, deve partire. Colazione a base di uova strapazzate, bacon, toast, polpette di mais e pollo, triangoli di pesce impanati e fritti, macedonia di frutta…insomma per noi un pranzo!!! In realtà il vero pranzo sarà servito intorno alle 15:00. Salutiamo i signori che partono e ci andiamo a riposare. Nel frattempo sono arrivati altri ospiti nel campo.
Una coppia di giovani sudafricani con due figli di 7 e 4 anni.
Usciamo nuovamente per il safari serale, accompagnati dai ragazzi Justine and Sabre, alla ricerca di altri animali da fotografare. Rientriamo a buio fatto senza aver visto un granché
Si cena davanti al fuoco.

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Ndzuti giorno 2

Sveglia alle 6:45, colazione soft e via per il primo safari della giornata con Bruce. Il cielo è grigio e fa abbastanza freddo. Lungo le stradine dissestate del bush osserviamo a destra e a sinistra per intravedere qualche animale mattiniero. Lungo il fiume si stanno abbeverando una mandria di grossi bufali e ci avviciniamo per riprenderli da vicino. Riprendiamo il percorso e subito dopo ci accorgiamo della presenza di un magnifico e solitario rinoceronte che si allontana con un’agilità incredibile.
Tra l’erba secca notiamo un paio di cuccioli di leone, subito dopo però una carcassa di bufalo è circondata da altri leoni piccoli e adulti. Una imponente leonessa ci osserva a poca distanza , mentre gli altri continuano a mangiare. Li osserviamo per un po’ , poi proseguiamo per tornare al campo dove ci aspetta la vera e propria colazione!!!
Alle 11:30 Jude, ci propone una nuova escursione nel bush e noi ovviamente ne siamo felici, anche perchè il campo è così piccolo che veramente non sai cosa fare per passare il tempo.
Si riparte e questa volta con lei alla guida della Range Rover. Lungo la strada incontriamo i bufali di ritorno dal fiume: sono veramente tanti!!! Notiamo anche alcuni piccoli, ben protetti dagli adulti. Dopo aver superato un piccolo campo tendato, ritorniamo ad osservare i leoni e li troviamo tutti lì intorno a fare banchetto con il povero bufalo. Questa volta notiamo la presenza di due enormi leoni maschi che si sono aggiunti agli altri: sono veramente i re della savana! Alcuni avvoltoi a poca distanza aspettano il loro turno accanto ad una pozza di fango. Facciamo altri giri seguendo le tracce fresche di altri animali, ma senza esito. Sulla strada del ritorno ci imbattiamo in una famigliola di facoceri che si allontanano dopo averci osservato per qualche istante. Siamo di nuovo al campo, sono quasi le 13 e alle 15:00 si pranza.
Abbiamo il tempo di fare un riposino!

nel pomeriggio inoltrato torniamo avedere i leoni incontrati al mattino, si è aggiunto al gruppo un ulteriore grosso maschio e i piccoli sono sparsi intorno a gambe all’aria con la pancia inverosimilmente piena. Anche noi sentiamo la necessità di riempire la pancia e rientriamo al campo per la cena.

da Blyde River Canyon a Ndzuti Safari Camp

Partenza subito dopo colazione per raggiungere la nostra prossima meta che si trova in una riserva privata La Klaserie. Quasi 50 kilometri di sterrato, con gli ultimi 10 quasi impraticabili, per raggiungere lo Ndzuti Safari Camp. Il resort è racchiuso in un recinto elettrificato, con sala comune dotata di ogni necessario comfort e quattro camere da letto con bagno e doccia matrimoniale ( nel senso che ci può entrare un letto matrimoniale).

Girovaghiamo nel giardino in attesa del pranzo, circondati da Impala saltellanti. Dopo un delizioso pranzo con pollo, verdure grigliate, patate al forno e una fresca insalata, la nostra guida Bruce ci fa salire su un fuoristrada attrezzato con nove posti a sedere, per farci fare il primo safari fotografico.

Abbiamo girato a lungo tra cespugli e dirupi, incontrando un bel gruppo di Impala, poi lungo le rive di un corso d’acqua, spunta la testa bruna di una leonessa, ci fermiamo per fare qualche foto, poi Bruce decide di attraversare il fiume per vedere meglio il felino. Lungo il percorso incrociamo tre giraffe maschio a spasso per il bush che si mettono in posa per un bel servizio fotografico. Quando siamo dall’altra parte del fiume, dopo poche centinaia di metri, sulla riva sabbiosa ci appaiono tre leoni (la leonessa con due cuccioli uno un po’ cresciutello e l’altro più piccolo). Facciamo anche qui un discreto numero di fotografie e poi ci allontaniamo lungo la sponda del corso d’acqua, dove ci fermiamo a bere qualosa (vino della regione di Stellenbosh piuttosto che una Tonica con Gin o una coca cola) che la nostra guida aveva portato con sè. Dopo aver ammirato il tramonto, riprendiamo la strada del ritorno in albergo percorrendo sentieri e ricercando gli ultimi animali con una potente torcia brandita dalla nostra guida a mo’di sciabola.

Rientrati in albergo, dopo una rinfrescata e quattro chiacchiere arriviamo a cena sempre accompagnati da qualche animale (due iene e uno sciacallo)

Blyde River Canyon

Giornata dedicata all’osservazione del Blyde Canyon da vari punti. C’è un bellissimo sole e fa caldo.

Il resort dove alloggiamo è affascinante e gli chalet, costruiti con pietre del posto, sono immersi nella foresta. Alcuni cartelli indicano di non dar da mangiare agli animali, in particolare ai babbuini, in effetti pare che quest’ultimi abbiano l’abitudine di entrare negli alloggi e rubare tutto quello che trovano. Cerchiamo di stare attenti a non lasciare porte o finestre aperte e usciamo a piedi per raggiungere il primo punto di osservazione a circa tre Km il Lower Viewpoint. La discesa è facile, ma la risalita discretamente faticosa. Arriviamo lungo le rive del fiume dove ci sono anche delle piccole cascate. A ritorno decidiamo di proseguire, sempre a piedi, per andare a vedere l’Upper Viewpoint, lo stesso visto ieri sera, ma questa volta abbiamo il tempo di fermarci e osservare con più attenzione. Notiamo subito il lago e il fiume che si addentra all’interno del canyon: veramente bello!!!

Davanti a noi poi si ergono le Three Rondavels, enormi cerchi di pietra dalla sommità erbosa, bellissime!!!

Numerosi falchi volteggiano nel cielo limpido. Notiamo che nella parte opposta del canyon alcune persone stanno passeggiando. Pensiamo che sia bello vedere anche quel posto. Lo raggiungiamo in macchina, perchè è piuttosto lontano, ma una volta arrivati…che meraviglia!!!! Oltra al lago e al fiume, notiamo una diga e le Three Rondavels sono illuminata dal sole, ormai al tramonto, che le rende ancora più affascinanti con le loro rocce di un colore rosa tendente al rosso. Qui attendiamo il tramonto circondati da una pace e un silenzio rigenerante, mentre un babbuino ci ossera da lontano, seduto comodamente su una roccia.

Rientriamo Al Blyde Canyon Forever Resort per l’ora di cena, la giornata volge al termine e i 15 km a piedi si fanno sentire, sarà l’età

Domani si va verso il Kruger National Park dove speriamo di incontrare i Big Five…

 

Soweto

Alle 9:00 si parte per Soweto con un autista, che ci fa anche da guida, della Boyang Gape Tours.

Primo stop all’ ultima casa di Mandela dove è vissuto fino alla sua morte. Foto di rito davanti al cancello. La cosa che colpisce non è tanto la casa, ma le aiuole che sono lungo la strada, dove le piante sono circondate da numerosissimi sassi, alcuni dei quali colorati e con dediche al grande uomo.

Ci fermiamo ad osservare la Soccer city, quartier generale dei Mondiali di calcio del 2010 che ha la forma di una zucca africana, ora proprietà cinese. Domina i binari abbandonati delle ferrovie che servivano le miniere nella periferia di Soweto.

Arriviamo a Soweto e la nostra guida ci fa vedere un quartiere residenziale, con ville magnifiche, costruite con mattoni di tonalità diverse. Ci accostiamo per vedere dal di fuori la casa della seconda moglie di Mandela: Winnie. Oltre la strada e a una certa distanza l’immagine cambia: file di monolocali in ognuno dei quali possono vivere anche più persone con il bagno in comune ( alcuni sono occupati da soli uomini, altri da sole donne).

Si comincia a evidenziare le differenze sociali!!!! La guida ci dice che quando è diventato Presidente Nelson Mandela, le cose lentamente stanno cambiando, perchè ha dato la possibilità a questi uomini di ricongiungersi con la famiglia, acquistando piccole case costruite appositamente per loro.

Ecco Kliptown, dove nel 1955 fu redatta la Freedom Charter. Siamo nella Walter Sisulu Square of Dedication, dove si erge il Freedom Charter Monument, costruito in mattoni a forma di cono.

La nostra guida ci avvisa che ci porterà a fare una passeggiata a piedi. Entriamo in una baraccopoli, accolti da gente tutta di colore, sorridente e cordiale, nonostante l’evidente poverà. I bambini poi sono bellissimi e gioiosi, ci vengono incontro, ci abbracciano. Ci addentriamo nelle viuzze sterrate, a destra e sinistra baracche quasi tutte in lamiera e persone che entrano e escono. Nella piazzetta principale c’è una fontanella e qui le donne fanno il bucato. Dei rivoletti di acqua attraverano le viuzze, ma non si sente nessun cattivo odore!!!! Lasciamo questo luogo con tristezza, malinconia, ma anche rabbia. Perchè tante ville solo a poche decine di metri?

A nord della famosa Vilakazi St. sorge l’Hector Pieterson Memorial. La piazza è dedicata al ragazzo di 13 anni ucciso dalla polizia durante la rivolta di Soweto. Accanto sorge il Museo che propone un’interessante ricostruzione della vita a Soweto e la storia della lotta per la libertà. Vengono ripercorsi i tragici incidenti del 16 giugno 1976, quando una protesta pacifica degli studenti contro l’introduzione dell’afrikaans come lingua d’insegnamento, fu soffocata con violenza dalla polizia e fu ucciso Hector Peterson. Molto interessante e ben organizzato questo museo!!!

Dopo aver visto dalla macchina la Regina Mundi Church, che ebbe un ruolo importante nella lotta contro l’apartheid, grazie all’arcivescovo Desmond Tutu, arriviamo alla Mandela House. In questa piccola casa, ricostruita qualche tempo fa, Mandela visse con la prima moglie Evelyn e in seguito con la seconda Winnie. Interessante e ricca di foto di famiglia, arredi e tanti altri oggetti. Nel giardino sotto un albero di manuka, un braccio alzato con il pugno chiuso, scolpito su marmo grigio, ricorda la data di nascita e di morte del grande uomo.

A pochi passi dalla casa di Mandela si trova quella di Desmond Tutu.

Si ritorna a Johannesburg e sono quasi le 14:30

Johannesburg

Prima notte a Johannesburg: ottimo l’albergo “Genesis Suites&Conferencing“.

Dopo aver fatto colazione, preparata da noi nella deliziosa cucina del nostro appartamentino, prenotiamo un tour per domani a Soweto. Quattro ore per un totale di 1200 rand ( circa 81€ ).

Con la macchina ci dirigiamo verso il centro della città. Parcheggiamo presso NewTown e andiamo a visitare il Museum Africa,

ospitato all’interno del vecchio mercato della frutta di Bree St. Questo museo ospita diverse mostre tra cui una sull’evoluzione

 

della musica sudafricana. interessante quella 

 

fotografica, con aggiunta di documentari, intitolata “Apartheid, dalla nascita alla caduta”. L’ingresso è libero.

 

 

Ci incamminiamo per raggiungere l’angolo tra Jeppe St. e Miriam Makeba St. dove si erge la colossale Turbina Hall, considerata una delle costruzioni più straordinarie della città.

Visitiamo Gandhi Square, dove è eretto un monumento al Mahatma che qui ha vissuto ben 21 anni, fino al 1914, diventando un illustre avvocato, dopo aver subito mille umiliazioni per il colore della sua pelle.

 

 

 

 

 

 

Sono le tre di un pomeriggio assolato, decidiamo di vedere la città dall’alto e così raggiungiamo il Top of Africa ( 15 rand a persona). 

 

Uno speciale ascensore ci porta velocemente al piano 50, da dove è possibile ammirare un fantastico panorama dall’alto su tutta la città.

 

 

 

 

Il sole sta per tramontare, si ritorna nel nostro appartamento attraversando prima un quartiere ricchissimo, con ville spettacolare, dove vivono i bianchi, poi una periferia tristemente povera, che ci fa capire che il cammino per l’uguaglianza è ancora molto lungo.

Si Parteeeee

finita la fase di preparazione durata quasi quattro mesi, oggi finalmente si parte per raggiungere il sognato Sud Africa.

Il volo Emirates ci aspetta con le sue due tratte e domattina alle 12 saremo a Cape Town. Subito dopo prenderemo un volo British per andare a Johannesburg da dove cominceremo la nostra visita/vacanza del paese Arcobaleno

abbracci